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L’ADI rivendica il diritto alla rappresentanza dei dottorandi negli organi universitari | L’ADI rivendica il diritto alla rappresentanza dei dottorandi negli organi universitari |
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La sede padovana
dell’ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani – ha
appoggiato la formazione di una lista composta esclusivamente di dottorandi
durante le elezioni studentesche, per rivendicare il diritto dei dottorandi a
essere rappresentati negli organi accademici e per cercare di ottenere un
rappresentante in Senato Accademico nell’Università di Padova.
“La lista ha
raccolto 505 voti, classificandosi al sesto posto, per cui a un passo dal
Senato accademico, in cui sono presenti cinque rappresentanti degli studenti” -
commenta Ida Ros, presidente ADI-Padova – “Si tratta di un ottimo risultato: i
dottorandi sono in numero inferiore rispetto agli studenti per cui è di fatto
difficile essere concorrenziali contando esclusivamente sul voto di altri
dottorandi. Il risultato esprime soprattutto l’esigenza di rappresentanza che i
dottorandi avvertono, dato che hanno problemi e bisogni differenti,
legati alla loro condizione di giovani ricercatori in formazione”.
“Se si fa eccezione
per i consigli di dipartimento e nel CNSU (Consiglio Nazionale degli Studenti
Università), ai dottorandi non è riconosciuta alcuna partecipazione nei luoghi
decisionali, consultivi e di informazione” - continua Francesco Mauriello,
Presidente ADI – “L’ADI sostiene da tempo la necessità di riconoscere il
diritto di rappresentanza ai dottorandi, allo scopo di dare voce ai loro
interessi e di contribuire attivamente al funzionamento dell’istituzione.
Processo che sarebbe per altro in linea con quanto previsto dalla stessa Carta
Europea dei Ricercatori.”
“I dottorandi devono godere del diritto all’elettorato attivo e passivo, distinto da quello studentesco, così come avviene già in alcuni atenei (Politecnico Torino, Università dell’Aquila e Università di Trento, ad esempio)” – conclude Giovanni Ricco, Segretario ADI – “Questi diritti non possono in alcun modo essere lasciati all’autonomia degli atenei o degli enti di ricerca: per questo ci auguriamo che il Ministro colga il segnale proveniente da Padova e che questi temi vengano inseriti nel dibattito sulle imminenti riforme che riguardano il dottorato di Ricerca e il sistema di governance delle Università”.
ADI, Associazione
dottorandi e Dottori di ricerca Italiani, 19 marzo 2009. |
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