ADI - Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani

 
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Precari ISPRA: "Non sparate alla ricerca" PDF Stampa E-mail

L'ADI sostiene i ricercatori percari dell'ISPRA. Per leggere e sottoscrivere la lettera aperta che i 430 ricercatori precari dell'ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale -, che rischiano concretamente il licenziamento entro al fine dell'anno, hanno indirizzato al Ministro dell'Ambiente, On. Stefania Prestigiacomo vai sul sito: http://www.nonsparateallaricerca.org/

 

LETTERA APERTA
AL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE ON. STEFANIA PRESTIGIACOMO


Egregio Signor Ministro,

l’istituzione dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) in seguito all’accorpamento di tre Enti (APAT-Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e i servizi Tecnici, ICRAM-Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare ed INFS-Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) vigilati dal Suo Ministero aveva, nelle intenzioni, la finalità di razionalizzare in un'unica entità le competenze tecnico-scientifiche presenti, al fine di corrispondere in modo puntuale ed armonico alla politica ambientale del Paese. Era altrettanto evidente nella volontà del legislatore che ISPRA, già nel suo acronimo, portasse con sé e valorizzasse due diversi aspetti della politica ambientale nazionale, l'uno indirizzato alla ricerca e sperimentazione, l'altro indirizzato alla protezione e controllo.

Oggi, a distanza di quasi un anno dalla sua istituzione, Le scriviamo per illustrare la nostra preoccupazione per la drammatica situazione in cui versa il nostro Istituto.

Tale drammaticità è causata dalla completa assenza di un piano organizzativo in grado di valorizzare le grandi competenze scientifiche che sono presenti nell’ISPRA, evidenziando, di fatto, un orientamento volto a smantellare le attività di ricerca e protezione ambientale finora svolte con dedizione e professionalità. Professionalità espressa in misura considerevole dal personale di ricerca precario, che ha permesso, e permette tuttora, ai tre Enti accorpati in ISPRA di svolgere le mansioni istituzionali loro affidate, anche a fronte dei bassi investimenti statali.

A questo proposito, non possiamo quindi non esprimere forte apprensione per l’enorme incertezza che grava sul personale di ricerca non strutturato. Tali ricercatori rappresentano infatti oltre il 50% del personale afferente al settore e sono un patrimonio intellettuale e professionale di fondamentale valore per l’Istituto, documentato da centinaia di pubblicazioni scientifiche. E’evidente che il taglio di ricercatori e tecnici graverà pesantemente non solo sulle attività dell’ISPRA ma anzitutto sulla qualità dell’ambiente nel nostro paese, il quale rischierà di perdere il ruolo di primo piano nella ricerca ambientale, conquistato negli anni attraverso l’autorevolezza e l’alto livello del personale precario afferente ai tre Enti accorpati. L’Italia vedrà così ulteriormente vanificato quel patrimonio di conoscenze che ha faticosamente costruito nel tempo, comportando un danno ai cittadini e alle future generazioni.

E’ indispensabile, a nostro avviso, intervenire quindi con urgenza e determinazione affinché le funzioni di ricerca non vengano smantellate bensì rafforzate nel nuovo Ente, partendo dalla riacquisizione di tutte le agili procedure amministrative che rispondevano alle esigenze delle attività scientifiche e che in questi mesi sono state abbandonate. Al fine di permettere alle numerose professionalità di esprimersi ai livelli di eccellenza già manifestato e di operare al meglio, è necessario poi dotare finalmente l’Istituto di uno statuto, ad oggi ancora mancante, che tenga conto degli obiettivi istituzionali delle tre realtà di provenienza, nonché individuare soluzioni straordinarie a sostegno delle potenzialità già esistenti e del progetto da Lei iniziato. Inoltre, è quanto mai importante individuare con celerità strumenti tecnico legislativi adeguati per la tutela dei ricercatori non strutturati dell’Istituto, al fine di non dissipare le loro competenze e gli ingenti investimenti pubblici fatti per la loro formazione.

Facciamo, a questo proposito, appello a Lei, Signor Ministro, affinché trovi soluzioni condivise per una questione che consideriamo fondamentale per il paese e rendere così efficiente l’ISPRA, facendo assumere pieno significato al suo nome. In tal senso, la strada della “lettera aperta” è stata adottata perché crediamo che la ricerca scientifica si tra le fondamenta del futuro della nazione ed il futuro di una nazione è affare anche e soprattutto dei suoi cittadini.

Daremo quindi massima diffusione a questo messaggio ed a un video che sintetizza questa situazione, attraverso mezzi di comunicazione e conferenze stampa, nelle quali illustreremo il contesto con pieno spirito costruttivo, senza mai mancare al totale rispetto dei ruoli istituzionali.


Confidando nella Sua attenzione, Le rivolgiamo distinti saluti.


Roma, 18 giugno 2009 

L’Assemblea precari ISPRA

 
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