| Testo Petizione |
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DAI FORZA AL DOTTORATO! Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
Al Ministro della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione
Il dottorato di ricerca è il titolo più elevato della formazione universitaria, rilasciato dallo Stato Italiano al compimento di un ciclo di tre anni di studio e di ricerca post-laurea. I corsi di dottorato, ai quali si accede attraverso una selezione pubblica per esami, hanno il compito di formare figure professionali con competenze alte nel settore della ricerca scientifica e impiegabili presso università, centri di ricerca, amministrazioni, enti pubblici o privati. Il titolo di dottore rappresenta uno standard qualitativo internazionale che definisce non solo la preparazione e le capacità scientifiche del ricercatore, ma anche un livello elevato di competenze e di conoscenze spendibili in ogni aspetto del mercato del lavoro, sia pubblico che privato. Per questo motivo L’Europa riconosce e valorizza il titolo di dottore di ricerca come il terzo livello della formazione superiore all’interno del Processo di Bologna e a livello mondiale il dottorato non rappresenta un semplice canale di accesso alla carriera universitaria, ma uno strumento attraverso cui formazione professionalità più articolate e dinamiche. A differenza di quanto avviene negli altri paesi europei, in Italia il dottorato è valutato poco e male, nonostante il bisogno di innovazione della nostra economia: in accademia le possibilità di carriera sono minime e nel mondo del lavoro il dottore di ricerca è una figura quasi sconosciuta. Ogni anno circa 10.000 giovani studiosi conseguono il titolo di dottore di ricerca in Italia ma l'immobilismo burocratico non ha finora consentito di utilizzare al meglio le loro competenze al servizio del Paese. La spendibilità del titolo di dottore di ricerca nelle funzioni amministrative e nella scuola è inconsistente, e la normativa per la valutazione del titolo nell'accesso alla pubblica amministrazione e ai ruoli di ricerca pubblica non universitaria è rimasta inattuata. Non sono stati neanche pensati incentivi per l'assunzione di dottori di ricerca nel mondo della produzione che, come è ormai noto, ha un disperato bisogno di innovazione e di ricerca. Il nostro Paese spreca così le competenze di molti giovani studiosi e incentiva la fuga dei cervelli all’estero. Per queste ragioni i sottoscritti firmatari chiedono al Governo di: - dare attuazione all'articolo 4, comma 7, della legge 3 luglio 1998, n. 210, che prevede che il Governo emani dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri per la valutabilità dei titoli di dottorato di ricerca, ai fini dell'ammissione a concorsi pubblici per attività di ricerca non universitaria; - dare attuazione all'articolo 17, comma 111, della legge n. 127 del 1997 (cd. «Bassanini 2») che prevede che le norme per l'accesso alla pubblica amministrazione vengano integrate, in sede di accordi di comparto, dal riconoscimento delle professionalità prodotte dal dottorato di ricerca e da altri titoli specializzanti. - valorizzare e promuovere l’inserimento dei dottori di ricerca nella scuola e nell’insegnamento; - predisporre consistenti incentivi all'assunzione di dottori di ricerca nel mondo delle imprese.
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