Nuovo nome, stesse idee: per un’Università e una Società aperte e inclusive

Durante il V Congresso Nazionale dell'ADI, che si è tenuto a Roma lo scorso dicembre, abbiamo deciso di modificare il nome della nostra associazione, che passa da “Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani” ad “Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia”.

Questa modifica, approvata a seguito di una discussione collettiva e di un confronto partecipato da tutte le sedi in cui si articola la nostra organizzazione, lungi dal collocarsi tra le sterili liturgie dei simbolismi formali, assume per noi un duplice significato che traduciamo ogni giorno nella nostra pratica politica e che abbiamo ritenuto opportuno riportare anche nel nostro nome.

Da un lato, infatti, non possiamo non tener conto del numero crescente di colleghi stranieri che, per scelta o per necessità,  svolgono la loro attività di ricerca negli Atenei italiani: reputiamo infatti che abbiano lo stesso diritto di tutti ad essere rappresentati e tutelati e che, per di più, presentino alcuni bisogni specifici, legati alla loro condizione peculiare, che dobbiamo saper intercettare ed ascoltare.

Dall’altro, in una fase storico-politica complessa e delicata come questa,  vogliamo segnare una presa di posizione netta contro un'intolleranza sempre più diffusa.

Questo ragionamento, infatti, si colloca in una riflessione ben più ampia, che abbiamo avuto modo di affrontare durante la discussione del nostro Statuto, in cui abbiamo  riflettuto sulla vocazione antirazzista, antisessista e antifascista, che si inserisce nel solco dei valori espressi dalla nostra Costituzione, a cui è orientata la nostra azione politica.

Pertanto, la modifica che abbiamo apportato al nome vuole porre l’accento sullo spirito di inclusione che ha sempre contraddistinto e vogliamo continui a contraddistinguere la nostra associazione con l’obiettivo di proiettare la nostra idea di società, aperta, multiculturale e solidale, anche e soprattutto al di fuori della comunità accademica.