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La Ricerca Pubblica è un Bene Comune. Ma in Italia è ai margini e sottofinanziata

L’isolamento del Coronavirus, ottenuto da alcune ricercatrici dello Spallanzani, ha posto all’attenzione di tutti i grandi meriti, ma anche le enormi criticità della Ricerca Pubblica in Italia. La politica italiana non può continuare sporadicamente ad elogiare le elevate competenze e professionalità dei nostri ricercatori, senza attuare le riforme necessarie per il definitivo superamento del precariato nella ricerca.

Nuovo Ministro, nuovo Ministero, ma il Miliardo di euro per l’Università dov’è? Tutti in piazza il 9 gennaio per il futuro dell’Università e della Ricerca

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Le prime moderate dichiarazioni del neoministro dell'Università sull’ammontare delle risorse da impiegare non fanno ben sperare. Sarebbe il caso che Gaetano Manfredi ponesse le stesse condizioni di Fioramonti: investire almeno un 1 mld di euro per Università e Ricerca nella prossima finanziaria, pena le sue dimissioni. Noi ci mobiliteremo giovedì 9 gennaio 2020 per chiedere un congruo rifinanziamento e radicali riforme del mondo accademico.

Un inverno caldo: chiamata per la mobilitazione per l'Università pubblica – 9 gennaio 2020

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Rilanciamo l'appello di Ricercatori Determinati - Pisa e invitiamo tutti a partecipare compatti alla mobilitazione per l'Università pubblica del prossimo 9 gennaio 2020. Ci riuniremo in presidi e assemblee e chiederemo un rifinanziamento complessivo del comparto Università e Ricerca, una riforma del reclutamento universitario e la soppressione dell'ANVUR. 

Verso un Fioramonti 2.0? Considerazioni a margine dopo il flop della legge di bilancio

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La legge di bilancio è stata un totale fallimento in termini di risorse per l'università e la ricerca, nonostante le minacce di dimissioni del Ministro Lorenzo Fioramonti. All'attuale inquilino di Viale Trastevere chiediamo un netto cambio di passo e un serrato confronto su una radicale riforma del postdoc e del preruolo con un sensibile rifinanziamento del settore.

La Caporetto della ricerca

Niente per i dottorandi, niente per gli assegnisti, niente per la ricerca: questo è il desolante quadro che emerge dalla legge di bilancio. Conosciamo le difficili contingenze in cui si trova il Paese, e proprio per questo riteniamo indecente che non si trovi neanche una briciola di risorse per il settore che più di tutti ha pagato i tagli lineari e la crisi del 2008 e che rappresenta un volano fondamentale per la crescita economica e sociale del sistema.

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